Purché sia complicato

Tra le (poche) cose utili che i tablet, per lo meno nella loro attuale concezione del termine, ci permettono di fare, c’è quella di sostituire la carta quando si vuole leggere. Ora non stiamo qui a discutere se la sensazione tattile e visiva data dalla carta sia meglio di quella che si ricava dall’e-paper o dagli schermi “retina” e quant’altro, ognuno ha le sue preferenze e va bene. Ma è indiscutibile che se state facendo un viaggio, magari in treno o in aereo, per diletto o per lavoro, un tablet vi consente di portarvi appresso, in poche centinaia di grammi, l’equivalente di metri cubi di carta, sotto forma di libri, testi, saggi, articoli, riviste, appunti, documenti di lavoro. Tutti disponibili. Tutti accessibili. Tutti consultabili. Certo, lo potevate (e lo potete) fare anche con un laptop, ma senza dubbio la forma e le dimensioni di un tablet sono più maneggevoli rispetto a quelle di un computer portatile, specie se vi ritrovate allo stretto ad esempio nello scompartimento bestiame classe economica di un aereo, e la durata della batteria non ha certo confronti. Però…

Prendiamo il caso di iOS. Giusto perché siamo su Tevac e qui tira aria di Apple. Ma se parlassimo di Android la situazione sarebbe solo marginalmente migliore (ma comunque migliore). Allora diciamo che volete darvi alla lettura di qualche bel romanzo. Magari qualche cosa che potete scaricare dal progetto Gutenberg, o di un qualche altro ebook. Ecco: iBooks è lì che vi aspetta. Se il testo è in una lingua straniera che magari state imparando, ricordatevi di scaricare per tempo i dizionari, e potrete godervi ore di piacevole lettura, col gusto di sfogliare le pagine come se fossero di carta, facendovi dare le definizioni delle parole che non conoscete, aggiungendo segnalibri, persino cambiando le dimensioni dei caratteri per accomodarle alla vostra vista che progressivamente si affatica.

Ma poi vi stufate della lettura di quel testo. Molto meglio un bel libro che avete comprato su Amazon, magari un romanzo, o un libro tecnico o scientifico come se ne trovano di ottimi sul loro catalogo. Perfetto, sul vostro tablet avete anche quello. Solo che non è in iBooks, è in Kindle, l’App gratuita di Amazon per i suoi libri. Aprite Kindle, e vi accorgete che va che è una meraviglia, potete interagire coi testi in maniera molto più approfondita che non con iBooks, potete anche scrivere commenti. Ah, perfetto. Dimentichiamoci di iBooks. Solo che Kindle gestisce i libri nel formato suo, e i pdf, ma non gli epub. E iBooks gestisce gli epub, i pdf, ma non i kindle. Ecco, vi servono tutti e due.

Ma entrambi i programmi gestiscono i pdf. Cosa buona, perché molte delle cose che volete leggere sono in formato pdf. Valutate voi che cosa, ma nel mio campo tutta la letteratura scientifica viene sotto forma di articoli disponibili in formato pdf. Per non parlare dei rapporti, dei manuali, delle tesi, dei documenti di vario genere. Scegliete pure se leggerli con iBooks o con Kindle, ma scoprirete presto che quel (poco) che questi programmi vi permettono di fare sui libri, non lo potete fare sui pdf. Molto meglio usare programmi dedicati, che vi consentono di scrivere annotazioni, prendere appunti (anche a mano libera), tracciare segni, diagrammi, evidenziare, riquadrare, segnare passaggi importanti. Tutto come fareste sulla cara vecchia carta. Così sì, avete iBooks, avete Kindle, e avete anche almeno un altro programma per fare coi pdf quello che né iBooks né Kindle vi permettono di fare.

Poi avete gli editori creativi. Come Springer. Che ha un catalogo splendido di testi scientifici, sia universitari che di ricerca, in formato pdf. Niente DRM. Ti chiedono semplicemente di non approfittare del fatto che i loro testi non sono protetti, e quindi di non piratarli. E ci mancherebbe. Solo che naturalmente, per non farti cadere subito in tentazione, non è che i pdf dopo che te li sei comprati te li danno lì comodi comodi. No. Li recuperi tramite la loro App dedicata. OK, ci può stare. Poi inizi a leggere i libri Springer con la loro bellissima App, e scopri che non puoi prendere appunti, non puoi evidenziare parole o paragrafi, non puoi cercare le definizioni delle parole nei dizionari, non puoi nemmeno mettere dei segnalibri per rintracciare in fretta il punto in cui sei arrivato a leggere. Ellamiseria! Così cerchi un modo disperato per recuperare quei pdf (grazie al cielo non hanno DRM), cosa che dal tablet naturalmente non puoi fare perché ti considerano troppo deficiente per farlo. Quindi devi rintracciare il backup sul tuo computer (che devi avere sotto mano), devi scoprire dove diavolo sono stati imboscati, devi capire che il file denominato e4fbc7ba224dcf809af311ccbe746aef21.pdf è evidentemente quello a cui eri interessato, devi copiartelo da qualche parte e inventarti un modo per sincronizzarlo col maledetto tablet, di modo che poi tu lo possa aprire con iBooks, con Kindle, o con qualche maledetta applicazione che gestisca i pdf in maniera un po’ meno elementare.

Per non parlare poi delle riviste, che altro non sono che file pdf, ma che naturalmente vengono gestite da un altro programma ancora (Newsstand), che si guarda bene dal dialogare con qualsiasi altra App abbiate sul vostro tablet. Ah sì ma le riviste potete anche gestirle con Kindle se volete. Sì ma mica tutte…

Ora, se usate i computer da anni non è che sarete sorpresi: è normale avere più di un programma per manipolare lo stesso tipo di file. Io sul portatile uso Preview per leggere i pdf, ma Skim se devo commentarli. Uso Preview per vedere i file jpg, ma GraphicConverter se devo modificarli, e pro Fit se devo integrarli con elementi vettoriali. E potrei fare molti altri esempi ancora. Non è un problema. Non sono così rimbecillito da non riuscire a farlo. Ma chi fa i tablet è convinto che invece io sia così rimbecillito da non poter nemmeno concepire una cosa simile. Così, provate a dire ad iBooks che quel libro lì vorreste leggerlo in Kindle. O a Kindle che quel pdf vorreste leggerlo con l’App che vi permette di farci sopra quello che volete. O al reader di Springer che vorreste anche solo mettere un segnalibro al loro stramaledetto pdf e quindi vorreste aprirlo da un’altra parte. No, non potete.

E siccome non tutti i succitati programmi fanno tutto (iBooks non apre i kindle, Kindle non apre gli epub, entrambi leggono i pdf ma sono limitati nel loro editing, le app per l’editing dei pdf non leggono né epub né kindle, ecc.), dovete averli tutti. Cosa che non spaventerebbe nessuno, se non fosse per due interessanti effetti collaterali.

Il primo è che quando decidete che volete leggere quel certo documento, come prima cosa dovete ricordarvi in quale dei 3-4 programmi che usate per questo genere di cose l’avete inserito. È un po’ come se per cercare un libro (di carta) nella vostra libreria vi doveste ricordare non dell’autore o del titolo o dell’argomento o dell’editore o di qualunque sia il criterio di catalogazione che avete usato; ma del tipo di rilegatura. Non è esattamente comodo. Questo perché nella mente bacata di chi fa i tablet voi siete troppo deficienti per poter aver a che fare col concetto di filesystem. Su un computer qualunque sono decenni che nessuno è mai morto per essersi organizzato i suoi file come e dove meglio crede. Su un tablet no, non lo potete fare. Volete leggere quel certo testo? Non andate a cercarlo nella cartella in cui mettete i libri, magari catalogati per argomento o per autore o per quello che piace a voi. No. Andate a cercarlo per programma capace di leggere quel libro. Che magari è più di uno. Ma dovete imbroccare quello giusto, perché non esporre il filesystem non solo a voi ma nemmeno alle App significa che non potete semplicemente scegliere un programma e fargli aprire quel che diavolo volete. No.

Il secondo effetto collaterale interessante è che non avete nessuna possibilità di scegliere come organizzarli, i vostri testi, sul vostro tablet. iBooks, e Kindle, e l’App che usate per i pdf, e il reader di Springer, e Newsstand, e sanno gli dei che altro, fanno quel che diavolo vogliono, e tocca a voi adattarvi. E se per caso avevate iniziato a leggere un documento con una certa App e decidete di usarne un’altra, preparatevi a lunghe peregrinazioni. In ogni caso, non potete rinunciare a passare tramite un portatile (o un desktop, ma è più difficile che un desktop ve lo portiate in viaggio), o tramite un collegamento di rete (non sempre disponibile o economico, specie all’estero o su un aereo). Sempre perché non avete accesso al maledetto filesystem (su Android le cose vanno leggermente meglio, ma insomma…). A quanto pare avete materia grigia sufficiente per leggere un libro e magari persino per capire quello che state leggendo, ma non per decidere dove posare il libro quando non lo state leggendo. Va’ a sapere…

Ora non è che le cose (utili) che potete fare con un tablet siano poi molte. Leggere è una delle poche. Ma santi numi, non è che nel XXI secolo magari si poteva fare una roba un po’ meno complicata?

Autori: Marco Coïsson

Marco Coïsson è laureato in Fisica, presso l'Università di Torino, ed è ricercatore presso l'INRIM, dove si occupa di materiali magnetici innovativi. Appassionato di scienza e tecnologia, di moto e di fotografia.